Scheda 1310 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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SK 1310 - La vita della Trinità nell'uomo [*]   Niepokalanów, 5-20 VIII 1940
  
Il nostro Padre celeste è il primo principio e il fine ultimo di tutto.  Il linguaggio umano e l'intelligenza dell'uomo, in maniera inadeguata, si ingegnano a pensare e a parlare di Dio prendendo a prestito i loro concetti dall'ambiente che li circonda.  Sono concetti imperfetti, tuttavia sono veritieri.  Dalla divina rivelazione noi sappiamo che dall'eternità e per sempre il Padre genera il Figlio, mentre lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio.  Questa vita della Ss. Trinità risuona, in echi innumerevoli e svariati, nelle creature uscite dalle mani di Dio uno e trino, quali somiglianze più o meno lontane da Lui.  Il principio universale secondo il quale ogni effetto è simile alla causa, ha la sua piena applicazione anche qui, e si tratta di un'applicazione ancor più rigorosa, per il fatto che Dio crea dal nulla; qualsiasi cosa esista nella creazione, quindi, è tutto opera Sua.  Dal Padre, attraverso il Figlio e lo Spirito Santo, discende ogni atto dell'amore di Dio: atti creativi, atti che mantengono nell'esistenza, atti che danno la vita e il suo accrescimento, tanto nell'ordine della natura quanto nell'ordine della grazia.  E così, Iddio dona l'amore alle sue innumerevoli somiglianze finite; ed anche la reazione d'amore della creazione non sale al Padre per altra via che attraverso lo Spirito e il Figlio.  Non sempre ciò avviene con piena consapevolezza, tuttavia avviene sempre realmente.  Dio solo e nessun altro è il creatore dell'atto di amore delle creature, ma se una di queste creature è dotata di libero arbitrio, tale atto non avviene senza il suo consenso.  Il vertice dell'amore della creazione che torna a Dio è l'Immacolata, l'essere senza macchia di peccato, tutta bella, tutta di Dio.  Neppure per un istante la Sua volontà si è allontanata dalla volontà di Dio.  Ella è appartenuta sempre e liberamente a Dio.  E in Lei avviene il miracolo dell'unione di Dio con la creazione.  A Lei, come alla propria sposa, il Padre affida il Figlio, il Figlio discende nel Suo grembo verginale, divenendo figlio di Lei, mentre lo Spirito Santo forma in Lei in modo prodigioso il corpo di Gesù e prende dimora nella Sua anima, La compenetra in modo così ineffabile che la definizione di “Sposa dello Spirito Santo” è una somiglianza assai lontana della vita dello Spirito Santo in Lei e attraverso di Lei.  In Gesù vi sono due nature (la divina e l'umana) e un'unica persona (quella divina), mentre qui vi sono due nature e due sono pure le persone, lo Spirito Santo e l'Immacolata, tuttavia l'unione della divinità con l'umanità supera qualsiasi comprensione.  Dal momento in cui si è attuata tale unione, lo Spirito Santo non concede alcuna grazia, il Padre non fa scendere, attraverso il Figlio e lo Spirito, nell'anima la vita soprannaturale se non attraverso la Mediatrice di tutte le grazie, l'Immacolata, con il Suo assenso, con la Sua collaborazione.  Ella riceve tutti i tesori di grazia in proprietà e li distribuisce a chi e nella misura che Ella stessa vuole.  Gesù, il Figlio di Dio e dell'uomo, l'Uomo-Dio, il Mediatore tra Dio e gli uomini è il frutto dell'amore di Dio e dell'Immacolata.  Come il Figlio dall'eternità è, per così dire, il mediatore tra il Padre e lo Spirito, così Gesù, il Figlio incarnato, è divenuto mediatore diretto tra il Padre e lo Spirito Santo, considerato in certo qual modo incarnato, [cioè] l'Immacolata, Rappresentante, Madre Spirituale dell'intera umanità.  E non diversamente che attraverso Lei l'amore delle creature giunge a Gesù e, attraverso Lui, al Padre. Non sempre le creature si rendono conto di tutto questo, tuttavia avviene sempre così.  In pratica, le anime si rivolgeranno sempre direttamente e con piena libertà sia all'Immacolata, sia al divino Spirito, sia a Gesù-Verbo eterno, sia al Padre celeste, ma quanto più esattamente un'anima comprenderà che tutti gli atti di amore vengono indirizzati al Padre, per il fatto che è il fine ultimo, e che nell'Immacolata essi acquistano una purezza immacolata, mentre in Gesù acquistano un valore infinito, degno della maestà santissima del Padre, tanto più essa si infiammerà di amore verso Gesù e Maria.  
L'anima offre all'Immacolata i propri atti di amore non come si consegna un oggetto ad un mediatore qualsiasi, ma in proprietà, in piena ed esclusiva proprietà, poiché comprende che l'Immacolata offre a Gesù tali atti come fossero suoi propri, vale a dire li offre a Gesù senza macchia, immacolati; Gesù, poi, li offre al Padre.  In tal modo l'anima diviene sempre più dell'Immacolata, come l'Immacolata è di Gesù e Gesù del Padre.  E come la vita in seno alla Santissima Trinità è costituita dal flusso e riflusso dell'amore, così avviene pure fra il Creatore e la creatura che ritorna al Creatore, dal quale era uscita.    

[*] L'asterisco tra le parentesi quadre posto accanto ad alcuni titoli indica che il medesimo titolo - assente sulla rivista in cui venne stampato il documento - è stato composto dal traduttore.  

Milizia Dell'Immacolata  di Sicilia  

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